Grande novità! L’avete tanto richiesto…tanto desiderato….tanto atteso…. Ed eccolo in arrivo!
‘Le bambole amiche’ riedizione 2024!
La storia delle nostre quattro bambole Susanna, Sylvie, Sheila e Simona con tutti i cataloghi dei loro vestiti, è di nuovo disponibile! Vi aspettiamo domenica 15 settembre 2024 alla Borsa Scambio del Giocattolo di Cremona con il nostro banchetto!
Il libro sarà poi disponibile presso il Museo Civico di Canneto sull’Oglio o per ordini online scrivendo a info@museodelgiocattolofurga.it
L’Associazione Gruppo del Giocattolo Storico è lieta di presentare il libro che tutti i collezionisti stavano aspettando: ‘Creazioni Furga. 1968-1977: dieci anni di bambole e giocattoli ‘.
Con le sue 300 pagine ci fa entrare nel mondo Furga con un’approfondita spiegazione su come nasce una bambola, sulla pubblicità, sul mercato e sulla moda con le bambole Vittoria e Valentina. Infine sono presenti tutti i cataloghi Furga dal 1968 al 1977.
Questo libro illustra il decennio forse più importante, quantomeno il più intenso, della fabbrica Furga. La narrazione inizia nel 1968, in pieno boom economico, con il racconto dell’importante affermazione delle cosiddette “bambole amiche”, per poi percorre la produzione della moltitudine di bambole di grande successo, ancora oggi apprezzate dai collezionisti, arrivando poi sino al tramonto della fine degli anni ’70.
Nel corso della nostra ricerca è stato necessario tenere conto di due esigenze documentali differenti: da un lato la domanda dei collezionisti di bambole Furga, i quali chiedono essenzialmente un poderoso apparato fotografico, supportato da notizie sui materiali di produzione, caratteristiche costruttive e datazioni certe; dall’altra la necessità di recuperare alla memoria collettiva fatti e accadimenti. Tale analisi diventa doverosa per una raccolta museale, che ha lo scopo, non solo di esporre manufatti, ma di narrarne la storia e adempiere alla missione di un museo cioè raccogliere, conservare, ricercare, divulgare e presentare in modo organico notizie e documenti che, altrimenti rischiano di andare perduti.
Sarà possibile acquistare il libro direttamente al bookshop del Museo, oppure inviando una mail a info@museodelgiocattolofurga.it
Donazione: Francesca
Ferrari in memoria di Francesco Atticciati (Firenze)
Mansueto
DESCRIZIONE
Testa:
– materiale: vinile
– marchio: rilievo
– descrizione marchio: Furga Italy
– collo: ad incastro
– occhi: azzurri, plastica, dormienti;
– capelli: radicati;
– ciglia: nere, incollate;
– sopracciglia: dipinte;
– bocca: chiusa.
Corpo:
busto e
arti
– materiale: imbottito;
– marcato: no
– braccia in vinile
– gambe in vinile
altezza: 48 cm
Abito:
– originale, quattro modelli: tirolesi, campagnoli, invernali,
lord.
NOTIZIE:
La coppia Martina e Mansueto viene prodotta dalla Furga a
partire dal 1968 e fino al 1970. Splendide bambole con testa, gambe, braccia in
vinile, busto imbottito. Mentre Martina ha una dolce espressione con bocca a
cuore, Mansueto presenta un’espressione più risoluta e marcata. Prodotte con
quattro modelli d’abito di accurata fattura:
Tirolesi: salopette rossa con camiciola e cappellino da alpino per lui, abitino bianco con grembiule rosso e foulard per lei.
Campagnoli: cappottino marrone con braghette verdi e calze a righe per lui, smanicato marrone con magliettina a righe e gonnellina rossa per lei.
Invernali: cappotto giallo con cappello di pelliccia arancione e stivaletti verdi per lui, cappotto verde con cappuccio e stivaletti bianchi per lei.
Lord: giacca e pantalone azzurro con camicia bianca per lui, abito magenta con camicia e calzamaglia ricamata per lei.
catalogo Furga 1968
Vennero prodotte anche versioni con abiti di colore diverso
ma con lo stesso stile. Le bambole erano vendute in una scatola decorata con
vivaci colori.
Negli stessi anni la Furga inizia la produzione di altre
serie di coppie con fisionomie e colori di abiti simili a Martina e Mansueto,
ne sono esempi Faustino e Faustina nel 1967, bebé morbidi vestiti con allegri
abiti, due modelli di abito per Faustina, due per Faustino; nel 1969 arrivano
invece le piccole Cirillo e Concettina mini bambole interamente in vinile, anche
loro presentate con 6 coppie di abiti diversi.
descrizione:
camicetta con decorazioni bianche e blu, braghine bianche, calze bianche e
sandalini neri.
NOTIZIE
Nel 1970 la fabbrica Furga compie 100 anni e promuove i
suoi giocattoli con la pubblicità ‘Furga – da 100 anni le più belle bambole del
mondo’. La produzione inizia a variare seguendo anche i cambiamenti
socio-culturali dell’epoca. Nel catalogo 1970 compaiono per la prima volta pupazzi
morbidi e piatti che possono essere usati anche come cuscino dai più piccini, o
bambole ‘anticonvenzionali, un po’ hippy, ricche di humor’ con lunghe gambe
snodabili.
Da
qualche anno invece, è affermata la fabbricazione di bambole meccaniche con
visi pasciuti come ad esempio Alessandra o Arianna. Tra queste nel 1970 compare
Doretta: viso paffuto, bocca a cuore e lunghe ciglia nere. Presentata in tre
differenti abiti dal più estivo con camicetta ricamata, all’impermeabile blu
per la pioggia, fino a maglioncino e cuffietta rossa per l’inverno.
Doretta viene prodotta solo nel 1970, non si hanno
altre notizie degli anni a venire.
Donazione: Simonetta Saudino, Santo Stefano di Magra (SP)
Numero inventario: 4479
DESCRIZIONE
Testa:
–
materiale: vinile
–
marchio: assente
–
descrizione marchio: /
–
collo: ad incastro
–
occhi: azzurri, plastica, fissi
–
capelli: biondi, radicati; modellati
–
ciglia: nere, incollate
–
sopracciglia: modellate
–
bocca: aperta
Corpo:
busto
–
materiale: vinile
–
marcato: no
braccia
–
materiale: vinile
; braccio destro articolazione alla mano; braccio sinistro articolazione
al gomito
gambe
– materiale: vinile, articolazione alle anche
altezza: 40 cm
Abito:
–
originale: no
– descrizione:
mutandine da bagno in cotone a righe bianche e rosse
Notizie:
Fotografia ‘La Distratta Michelina’ metà anni 60
Martin Cuor
Contento
è un bebè interamente in vinile prodotto a Canneto sull’Oglio dalla ditta
Zanini & Zambelli alla fine degli anni ’60. La signora Wilma Zambelli,
titolare e anima trainante della fabbrica per diversi decenni, in una recente
intervista ricorda come questa bambola facesse parte di una serie di tre, dalle
fisionomie ed atteggiamenti piuttosto curiosi. Oltre al Martin, che indossava il solo costume da bagno e un cappellino
bianco con la tesa che scendeva, c’erano La
distratta Michelina, con grembiule a quadretti bianchi e rosa, e Tonino Teddy Boy dal grembiule a
quadretti bianchi e rossi.
La
stessa signora Wilma indica come scultrice di queste tre pupe la famosa Zia
Dina, pseudonimo usato da Gioconda Velluti. Nata a Venezia nel 1910, seconda di
quattro fratelli: Gigetto, di pochi anni più vecchio, anch’esso scultore, Lucia
e Anna Maria, quest’ultima nata nel 1920. Da giovane frequenta l’Accademia di
Belle Arti di Venezia seguendo i corsi di pittura. Appartenente ad una nobile
famiglia veneziana, non ha una professione; semplicemente, fa quello che non
poteva evitare di fare: si dedica alla scultura. Del resto, fin dall’infanzia
aveva vissuto in un ambiente dove l’arte era costantemente presente: lo zio ed
il cognato pittori, il fratello scultore, lei stessa artista. La sorella Anna
Maria ci ricorda che, ad un certo punto, Dina si trasferisce a Milano: non vi
prende casa, ma risiede in un albergo di via Finocchiaro Aprile e nel 1951 è
già attiva come scultrice di bambole.
Fotografia metà anni 60, scatto eseguito da Dina Velluti che scrive ‘Martin Cuor COntento (mare)’
Dopo
una breve esperienza con la ditta Levia di Milano con la quale realizza la
bambola Lillibeth e i bebè Mizzi e Frizzi, l’eclettica veneziana inizia la sua collaborazione con la ditta
Furga, realizzando numerose bambole: Tonino
e Pieretto (entrambi del 1956), Cappuccetto Rosso (del 1958, ma il cui
volto è uguale alla bambola Mizzi
della Levia), Ninetta e Giacomino (1960), Giulietta (1962). Già nel bebè Frizzi,
conservato nella Collezione del giocattolo di Canneto sull’Oglio, leggiamo i
tratti somatici che caratterizzeranno gran parte della sua produzione: teste
tondeggianti dai poli leggermente schiacciati, occhi dal taglio inusuale,
zigomi accentuati, labbra spesso arricciate in smorfie buffe o seriose,
incarnato molto chiaro per i neonati e, al contrario, curiosamente molto scuro
per le pupe.
Martin Cuor
Contento
non si discosta da questa tipologia e il suo volto diventa un’esplosione di
smorfie. Persino gli occhi sono leggermente socchiusi, gonfi di pelle alla base
ad accentuare la trascinante risata della bambola. Anche gli snodi degli arti,
in questo caso per quelli superiori, sono particolari come in altre bambole
della Zia Dina: movimento e incastro al polso della mano destra e al gomito del
braccio sinistro. I capelli presentano inoltre l’inconsueta caratteristica di
essere sia modellati che radicati nella parte posteriore della testa.
Verso
la fine degli anni ’60 la Velluti entrò in contatto con la Zanini &
Zambelli e siglato l’accordo per produrre le tre bambole citate. La scultrice
forni alcuni disegni, le fotografie per l’ambientazione e le sculture modellate
in argilla. Di seguito pubblichiamo le immagini originali con la descrizione a
penna della stessa Velluti per il Martin
e la Michelina. Gino Baioni, altro
scultore di Canneto sull’Oglio, collaboratore di numerose altre fabbriche,
tradusse i modelli originali nella prima cera e realizzò i successivi stampi in
bronzo.
Le
tre bambole ottennero un discreto successo di pubblico anche se la produzione
si limitò a numeri modesti. Solamente il Tonino
Teddy Boy, venduto in un panchetto da scuola in legno realizzato dalla
ditta Sarzi di Acquanegra sul Chiese, riuscì a raggiungere numeri ragguardevoli
tant’è che lo troviamo ancora nei cataloghi della Zanini & Zambelli degli
anni ’70.
Depliant Fiera di Ottobre di Canneto sull’Oglio, 1967. Tonino Teddy Boy a scuola
Depliant Fiera di Ottobre di Canneto sull’Oglio, 1968. Tonino Teddy Boy marinaio. Scenografia di Mauro Pagano.
– descrizione: camicino in cotone a righe sottili bianche e verdi con bordo sul fondo in pizzo. Sul busto la scritta in corsivo moccolina. Sul fianco di destra una tasca anch’essa con bordo in pizzo. Il colletto e i polsini sono in cotone bianco. Ai piedi calze bianche, scarpe in plastica bianche e lacci con galla. Biancheria intima di sole mutande in cotone bianco con bordo alle gambe a righe sottili bianche e verdi.
NOTIZIE
Catalogo Furga 1977
La bambola ha la testa e le braccia in vinile come indica il catalogo del 1977 per tutta la produzione Furga, il resto del corpo è in politene. Gli occhi sono azzurri e dormienti e spiccano nel contrasto dei capelli arancioni come una carota, legati in due alti codini quasi a citare Pippi Calze Lunghe. La bocca è atteggiata in un sorriso mentre estrae appena la lingua. Al di sopra c’è l’innesto a tubicino per il biberon legato direttamente al braccio sinistro, che contiene il meccanismo con cui la bambola secerne acqua dal naso.
La bambola è stata prodotta per tre anni, cioè sino al 1979, con leggere varianti riguardanti l’abito. Il modello del 1980 invece vede la sostanziale modifica dei capelli, ora castani e non più rossi, con la nuova proposta dell’abito che diventa a sottili righe bianche e rosa. Una curiosità è la riproposizione nel 1991 con una bambola dallo stesso nome e con le stesse caratteristiche, ma con fisionomia e abiti del tutto diversi.
produttore: Luigi furga & Co., Canneto sull’Oglio (MN)
epoca: 1957
numero di inventario: 3863
stato di conservazione: ottimo, con scatola originale
proprietà: Comune di Canneto sull’Oglio
donazione: Bassetti Marina – Varese
DESCRIZIONE
Testa:
– materiale: polistirolo
– marchio: assente
– occhi: plastica, dormienti con ciglia
– capelli: rayon
Corpo:
busto
– materiale: polistirolo
– marchio: assente
braccia
– materiale: polistirolo
gambe
– materiale: polistirolo
altezza: 47 cm
ABITO:
originale: si
descrizione: abito in taffetà e pizzo, inserti floreali su gonna, corpetto e tra i capelli.
INFORMAZIONI:
Nel corso della sua lunga storia, la Furga ha prodotto migliaia di bambole, tutte caratterizzate da una cura estrema dei particolari, ma le sue damine sono state quelle dove la perizia esecutiva, l’originalità dell’abbigliamento, la qualità dei materiali e delle confezioni è stata portata alla perfezione.
Fotografia della produzione Furga della metà degli anni ’50 del ‘900 (Archivio della Collezione del giocattolo Giulio Superti Furga – Canneto sull’Oglio)
Viola è stata donata alla Collezione del giocattolo da Marina Bassetti (Varese): era stata regalata alla madre, Luciana Aspesi nel 1957 per il suo matrimonio con Tullio Bassetti.
Luciana Aspesi con la sua bambola, 1957
Negli anni ‘50/’60 del ‘900 era molto diffusa l’usanza di donare alle spose una damina come questa, che poi trovava posto al centro del letto coniugale: un segno augurale per una vita matrimoniale felice e benedetta dalla nascita di molti figli.
Il concetto di “bambola sul letto” è stato espresso dalla dr.ssa Elisabetta Simeoni che, in un articolo del 1987 apparso ne La ricerca folklorica, spiega come essa rappresenti una “raffigurazione della totalità femminile. E’ la sposa all’apice delle sue capacità creative e della sua funzione sacra o cosmica”.
Cfr, Piera Micheletti, Bambole italiane. Guida per il collezionista, Edizioni del Cerro, Tirrenia (Pisa), 1994