Piazza Gramsci 46013 - Canneto Sull'Oglio

Il Museo del Giocattolo di Canneto sull'Oglio: le sale​

Benvenuti nel percorso espositivo del Museo del Canneto, il punto di riferimento internazionale per la storia del giocattolo e della bambola. Attraverso un itinerario diviso in sette sale cromatiche, il museo racconta l’evoluzione dell’industria ludica tra il XIX e il XX secolo: dalle raffinate bambole in biscuit d’inizio ‘800 alla nascita del celebre distretto industriale di Canneto sull’Oglio, fino ai grandi successi delle bambole Furga, icone di moda, costume e design italiano.

Sala Azzurra

Il contesto europeo

La seconda metà dell’800 europeo rappresenta l’età d’oro del giocattolo: nuove applicazioni, nuovi materiali, nuove tecnologie consentono di produrre sempre più bambole e giocattoli con meccanismi sofisticati e decorazioni accurate. E’ in questo periodo che l’industria del giocattolo europea comincia a definirsi su base territoriale: la Francia, e in special modo Parigi, si specializza in raffinate bambole in biscuit ed ingegnosi automi; in Germania, l’area della città di Norimberga produce giocattoli in latta, la Turingia e la Val Gardena divengono famose per il loro giocattoli in legno; l’Inghilterra si perfeziona nei giochi ottici, scientifici e –con Vienna –nei giochi di società.

In Italia la prima azienda che si organizza su scala industriale è la Furga, fondata a Canneto sull’Oglio intorno al 1880 da Luigi Furga Gornini.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: Bambole in biscuit francesi e tedesche, bambole in colaggio, bambole in legno intagliate a mano, giochi di società austriaci, macchinine e aeroplanini in latta, carrozzine in pelle.

Sala Grigia

Canneto 1880

sale del museo del giocattolo furga

La ditta Furga nasce inizialmente per la produzione di maschere di carnevale in cartapesta, converte poi la produzione dedicandosi a bambole e giocattoli.

La Furga, durante i primi anni d’attività, produce in proprio bambole con teste in cera. Questo tipo di teste, estremamente fragili, vengono sostituite da altre in biscuit, importate dalla Germania.

 

Durante la Prima Guerra Mondiale, con il divieto di importazioni dalla Germania, la proprietà decide di affrontare la costruzione di un nuovo stabilimento per produrre in proprio le bambole in biscuit. La Ceramica Furga viene ultimata alla fine del 1922: le prime teste di bambola in biscuit “escono dal forno” la Vigilia di Natale di quell’anno.

 

Fra le due Guerre Mondiali, cresce progressivamente per numero di addetti e mercato con una produzione caratterizzata da bambole in cartapesta, in composizione o in cartapesta ricoperta in feltro e giocattoli in legno e cartapesta.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: Bambole in biscuit, servizi da tè e caffè in ceramica (sia per adulti che per bambole), bambole e giocattoli in cartapesta, bambole in feltro, stampi per teste delle bambole. 

Sala Arancio

Produzione Furga

Immagine fotografica della sala arancio del museo del giocattolo furga

Fra gli anni ’40 e ’50 del ‘900, Furga produce bambole in polistirolo, spesso caratterizzate da meccanismi per il movimento e per la voce e che sempre si distinguono per stile ed eleganza.

 

Intorno al 1960, con l’introduzione nei processi produttivi del vinile, la Furga diventa universalmente nota e inizia a produrre “le + belle bambole del mondo”, come recitava un suo famoso slogan.

Numerosi sono i riconoscimenti che essa si aggiudica e più volte le sue bambole vengono premiate con il Pinocchio d’oro, un premio che veniva assegnato nell’ambito della Fiera Internazionale del giocattolo di Milano.

 

I suoi bebè in vinile dei primi anni ’60 del ‘900 hanno espressioni molto realistiche: visi paffuti e rugosi tipici dei bimbi appena nati, con fossette e pieghe che ne fanno giocattoli quasi veri. Le damine con abiti unici, curati e dai tessuti ricercati, le bambole meccaniche che camminano, cantano e fanno capriole. Ogni bambola con il proprio nome e la propria scatola personalizzata.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: bambole Furga in polistirolo, colaggio, polietilene e vinile, damine, bebè, bambole meccaniche, giocattoli in legno e plastica.

Sala Rossa

Alta Moda Furga

sale del museo del giocattolo furga

Intorno al 1965, mentre le donne italiane guadagnano un ruolo sempre maggiore all’interno della società, la Furga crea bambole teen-ager, con gambe più lunghe rispetto alle precedenti, un corpo ancora acerbo ma in cui si intuisce la prossima maturità, lunghi e fluenti capelli, pronti per essere pettinati ed acconciati in mille modi. Ispirate ad attrici e cantanti in voga negli anni ’60, Susanna, Sylvie e Sheila (1965) e, qualche anno più tardi, Simona (1967) sono corredate da innumerevoli abiti, per ogni situazione e momento della giornata, mobili,  profumi, parrucche, gioielli, borse, valigie e mille altri accessori.

 

E proprio in questo sta il segreto del loro successo: vestendo, pettinando, facendo agire la propria bambola, la bambina si proietta in un mondo nuovo, fatto anche di frivolezze e civetteria, ma preparandosi soprattutto a vivere in modo diverso dalle precedenti generazioni la propria femminilità.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: Susanna, Silvye, Sheila e Simona con i loro 224 abiti e accessori.

Sala Verde

I giocattoli

Le industrie cannetesi non producevano soltanto bambole, ma anche numerosi giocattoli in legno, realizzati per molti decenni da tante aziende e lavoratori. La produzione continuò fino alla fine degli anni ’70 del Novecento, quando la plastica iniziò a sostituire il legno perché permetteva una produzione più economica e veloce. I giocattoli erano di diversi tipi: giochi da tavolo, giochi all’aperto, strumenti musicali, mezzi di trasporto, giochi sportivi, giochi di ruolo, teatrini, marionette e giochi didattici. 

 

Una parte importante della sala è dedicata ai cavalli a dondolo. La Furga iniziò a produrre piccoli cavalli in cartapesta alla fine dell’Ottocento e successivamente anche quelli a dondolo. Questi giocattoli erano realizzati con cartapesta, legno e, in alcuni casi, ruote e pedali.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: Cavalli in cartapesta, giochi didattici, giochi musicali, marionette, carrozze e diligenze, giocattoli western, giochi sportivi, giochi per l’infanzia.

Sala Rosa

Bambole, bebè e mini bambole​

Immagine fotografica della sala rosa del museo del giocattolo furga

Con la Rivoluzione industriale anche la produzione di bambole si evolve, sia nei materiali che nelle tecniche. Se fino ad allora le bambole avevano volti adulti, con questi nuovi modelli nasce il “gioco della mamma”, sostenuto anche da una collaterale produzione di accessori ed arredi uguali a quelli del mondo adulto. Nascono Andrea e Poldina della Furga, ai quali Sebino risponde con il suo Cicciobello, bambole che sono destinate a dominare il mercato per molti anni a venire.

 

Nel 1959, negli U.S.A., nasce Barbie, la bambola più venduta al mondo. Tra il 1965 e il 1968, la Furga propone “il gioco della moda” con le sue Susanna, Silvia e Sheila, ben presto seguite ed imitate da Paola, Peonia e Perla, Vittoria e Valentina e tante altre.

Dalla metà degli anni ’70 la produzione industriale continua a crescere: un nuovo benessere consente alle famiglie italiane di acquistare giocattoli anche fuori dai periodi tradizionalmente riservati ai regali. Le aziende si adeguano, immettendo sul mercato mini bambole che diventano gadget da “collezionare” e regalare in ogni momento.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: bambole moda Furga, mini bambole collezionabili, bebè, coppie di fratellini, arredamento per casa delle bambole, creazioni di Dina Velluti.

Sala Gialla

Il distretto del giocattolo di Canneto sull'oglio​

sale del museo del giocattolo furga

Dall’impulso del successo della ditta Furga, nascono poi numerose altre ditte di bambole e giocattoli distribuite sul territorio di Canneto sull’Oglio, Acquanegra sul Chiese e Piadena. Negli anni 50 e 60 si contano più di 1200 lavoratori nel settore, per lo più donne, distribuiti su circa 35 ditte.

 

Con l’arrivo della televisione anche i giocattoli si adeguano alle nuove mode, vengono prodotti Quizzino e Pigi, dati in premio ai vincitori di famose trasmissioni televisive, per poi arrivare ai personaggi dei cartoni animati come Heidi, Anna dai capelli rossi, Pippi Calzelunghe, Sandokan e infine i Puffi, Doraemon, Topolino ecc. 

Negli anni 70 inizia il declino del settore giocattolo, l’alto costo della manodopera e delle materie prime, la progressiva perdita nella qualità dei prodotti, la concorrenza asiatica segnano il declino delle industrie locali.

 

NELLE VETRINE VEDIAMO: bambole FIBA, Zanini&Zambelli, Faiplast, GaDea, bambole televisive, bambole da collezione, bambole d’artista, bambole etniche, giocattoli moderni.