Piazza Gramsci 46013 - Canneto Sull'Oglio

La storia della ditta Furga

La prima fabbrica italiana di bambole ha avuto origine a Canneto sull’Oglio intorno al 1880, grazie all’intuito imprenditoriale di un nobile mantovano, Luigi Furga Gornini.

Luigi risiede a Mantova, dove era nato nel 1828, ed è solito trasferirsi, per diversi mesi l’anno, nella propria residenza di Canneto sull’Oglio. Presumibilmente intorno al 1870-75, il nobile mantovano conosce Ceresa, operaio cannetese, tornato dalla Germania dopo avervi lavorato apprendendo l’arte di modellare la cartapesta. I due si organizzano e danno vita ad un laboratorio per la fabbricazione di maschere di carnevale.

Le maschere erano realizzate in cartapesta, dipinte con colori vivaci e rappresentavano una molteplicità di soggetti.

la storia della ditta furga. Furga-i dirigenti anni _30 del secolo scorso

1870

L’attività ha però vita breve, probabilmente per lo scarso profitto che un tale prodotto offriva, ma la tenacia e l’inventiva dei due non si ferma: passano alla fabbricazione di bambole, sfruttando l’esperienza acquisita nella lavorazione della cartapesta, materiale che ben si adattava anche alla nuova produzione.

La società fra i due dura comunque poco e Luigi Furga Gornini prosegue da solo la sua avventura.

Le prime bambole avevano il corpo di cartapesta e la testa di cera, si tratta però di bambole estremamente fragili, che vengono poi sostituite da teste in porcellana biscuit che Luigi Furga importa direttamente dalla Germania.

Queste bambole avevano occhi in vetro, fissi, un ciuffo di mohair, gambe e braccia in legno snodate e il tutto era tenuto insieme grazie ad un elastico che passava attraverso il busto. L’abbigliamento era estremamente semplice.

Durante la guerra 1915-18 la fabbrica Furga rimane priva di teste di porcellana, perché non era possibile importare dalla Germania. Si ricorre quindi a surrogati che danno non pochi inconvenienti.

 

Luigi Furga muore nel 1905 e la figlia, Carlotta Furga Gornini (conosciuta come “signora Lina”) decide di impiantare a Canneto un reparto che produca teste di porcellana.

 

Alla fine del 1922 vengono prodotte le prime teste di porcellana che portano inciso dietro alla nuca “Furga-Canneto sull’Oglio-Italy”. Così sorge a Canneto una nuova e importante lavorazione che si trasforma ben presto dando vita ad uno stabilimento indipendente “Ceramica Furga” che impegna da 200 a 250 dipendenti per una quarantina d’anni.

 

In quegli anni la Furga non produce solo bambole, ma anche giocattoli d’ogni tipo, dallo zoo, ai pupazzi dal moto perpetuo, alle trottole, ai piccoli mobili.

la storia della ditta furga. ceramica furga

1915

la storia della ditta furga. Cavalli a Dondolo Furga

1942

Gli anni della Seconda Guerra Mondiale sono poco documentati: un Decreto Ministeriale del 3 ottobre 1942 vieta la fabbricazione di qualsiasi tipo di giocattolo, ma nel 1944 troviamo una lettera con la quale la Furga chiede al Comando Germanico di “esonerare” un certo numero di lavoratori (elencati per nome) dal lavoro forzato in quanto indispensabili per la produzione dell’azienda.

 

Non si specifica il tipo di produzione, ma forse era stata temporaneamente riconvertita in altri beni di stretto consumo e non “voluttuari”, come erano invece considerati i giocattoli.

 

Fotografie della sala campionaria della Furga, negli anni del dopoguerra, testimoniano la produzione di piccole giostre, pupazzi, animaletti trainabili, piccoli cavalli con carretto, cavalli a dondolo e la serie di personaggi prodotti su licenza della Walt Disney: Pinocchio, Geppetto, I sette nani, in cartapesta e legno. E, ovviamente, troviamo le bambole in cartapesta, in stoffa o in colaggio.

Nel 1946 la Furga acquista, dall’americana Elsie Gilbert Creation, i diritti della Trudy, una simpatica bambola che ride, piange e dorme. Fu un grande successo, così come il famoso pupazzo ‘”Pigi” che, munito di una bandoliera con scritto “il musichiere”, veniva offerto in dono ai partecipanti del famoso gioco musicale.

La coppia dei gemelli “Andrea e Poldina” divine famosa, come anche “Tonino”, un bebè con occhi formati da una semplice fessura che, seduto nel seggiolone, batteva il cucchiaio sul piattino vuoto perché reclamava la pappa.

 

Sono innumerevoli le nuove creazioni dal 1945 in poi e moltissime le bambole semoventi, che camminavano tenute per mano o camminavano da sole, poste su un piedistallo scorrevole o spostando una gambetta dopo l’altra e che muniti di apparecchi parlanti a disco, ripetevano differenti frasi.

 

Le resine sintetiche danno l’avvio a nuovi sistemi produttivi, e gli arti delle bambole vengono prodotte con uno strato di lenzuolino vinilico, saldato elettronicamente, lavabile, e perciò infinitamente più igienico, di cui la Furga ottiene il brevetto. Nel 1954 inizia invece la produzione di bambole in polietilene, subito seguita dal vinile, nel 1956.

la storia della ditta furga. Esposizione ditta Furga

1946

la storia della ditta furga. Reparto cucitura , fine anni 60 del _900

1965

Ricostruire la storia della bambola significa anche ricostruire la storia della società e della cultura che l’ha prodotta: intorno al 1965, mentre le donne italiane guadagnano un ruolo sempre maggiore all’interno della società, la Furga crea bambole teen-ager, con gambe più lunghe rispetto alle precedenti, un corpo ancora acerbo ma in cui si intuisce la prossima maturità, lunghi e fluenti capelli, pronti per essere pettinati ed acconciati in mille modi.

 

Ispirate ad attrici e cantanti in voga negli anni ’60, bambole come Susanna, Sylvie e Sheila (1965) e, qualche anno più tardi, Simona (1967) sono corredate da innumerevoli abiti, per ogni situazione e momento della giornata, mobili,  profumi, parrucche, gioielli, borse, valigie e mille altri accessori.

 

E proprio in questo sta il segreto del loro successo: vestendo, pettinando, facendo agire la propria bambola, la bambina si proietta in un mondo nuovo, fatto anche di frivolezze e civetteria, ma preparandosi soprattutto a vivere in modo diverso dalle precedenti generazioni la propria femminilità.

A metà degli anni ’70, proprio in coincidenza con una certa flessione nel mercato della bambola, l’aumento del costo del lavoro e delle materie prime, le forti turbolenze politiche e sindacali – la Furga conosce un periodo di profonde difficoltà.

 

Nel 1976, la Famiglia Furga perde il controllo dell’azienda, la produzione cambia con il mutare degli eventi e delle leggi di mercato, ma la crisi perdura ed i bilanci dell’azienda sono sempre più deficitari. A ciò si aggiunge l’agguerrita concorrenza delle grandi multinazionali del settore, capaci di condizionare enormemente il mercato con campagne pubblicitarie dai costi astronomici.

 

La Luigi Furga & C., che tanta parte ha avuto nella storia del giocattolo italiano, è stata chiusa nel 1992 ed il marchio Furga è rimasto soltanto quale linea produttiva della Grazioli spa, che la controllava dal 1977.

la storia della ditta furga. Reparto cucitura , Reparto cucitura , fine anni 60 del _900.

1970

storia della ditta furga. industria Furga anni 2000

2000

Nel 2000 la Grazioli S.p.a. è passata sotto il controllo della bergamasca GioStyle. In un articolo apparso sulla Gazzetta di Mantova del 2 marzo 2000, che annuncia la fusione delle due aziende, leggiamo:

 

“Scompariranno del tutto le bambole, visto che è insostenibile la concorrenza del Far East, ma questo addio era già nell’aria da tempo, e infatti da almeno un anno l’azienda mantovana non produceva più i suoi storici pezzi originali, concentrata a vendere le rimanenze o ad assemblare pezzi comprati in Oriente”.